I sette castelli di Napoli


| In città
Alla scoperta dei castelli più belli del capoluogo partenopeo
Napoli in passato era nota come la “città dei sette castelli“: Castel Capuano, Castel dell’Ovo, Castel Nuovo (Maschio Angioino), Castel Sant’Elmo, Castello del Carmine, Castello di Nisida e il Forte di Vigliena, posti tutti in maniera strategica a difesa del Golfo di Napoli.

Iniziamo il tour da Castel Capuano, eretto dal re normanno Guglielmo I, detto il Malo. Questo imponente edificio è così chiamato perché si trova alla fine del decumano maggiore, nei pressi di Porta Capuana. Guglielmo I lo fece costruire sulle rovine di un’antica costruzione ducale, mentre in epoca greco-romana lì sorgevano le Terme o probabilmente un Ginnasio. Il castello ospitava i nobili, successivamente il viceré spagnolo don Pedro de Toledo decise di riunirvi tutte le corti di giustizia cittadine della città di Napoli.

Sempre a Guglielmo il Malo si deve la decisione di costruire Castel dell’Ovo. Esso fu eretto laddove sorgeva una fortificazione fatta da alcuni monaci. Secondo la leggenda, il castello trae il nome dal fatto che il poeta Virgilio, avrebbe posto sotto l’isolotto di Megaride, un uovo chiuso in una gabbietta, dalla cui interezza deriverebbe la buona sorte di Napoli.

Proseguiamo con il celebre Castel Nuovo, più comunemente conosciuto come Maschio Angioino. Secondo re Carlo I d’Angiò non poteva essere una residenza degna del re e decise che il luogo più adatto per la nuova reggia fosse quello dove sorgeva la chiesa di Santa Maria ad Palatium. Ben presto il castello divenne una fortezza e nei sotterranei furono create due zone ben distinte: la fossa del coccodrillo, usata come deposito del grano, e la prigione dei Baroni.

Risalente ad epoca medievale è il Castel Sant’Elmo, che domina la collina del Vomero. Anticamente chiamato Patricium e sorge dove fu costruita la chiesa di Sant’Eframo, da cui Eramo e poi ermo, fino all’attuale denominazione. Durante la Rivoluzione Napoletana del 1799 fu conquistato dal popolo, per poi essere occupato dai repubblicani; infine divenne la prigione dei più importanti protagonisti della rivoluzione, tra cui: Giustino Fortunato, Giovanni Bausan e Luisa Sanfelice.

Invece, il Castello del Carmine o Sperone fu eretto per volere di Carlo III di Durazzo. Il maestoso edificio fu posto nei pressi di un torrione chiamato Sperone, nel quartiere Mercato. A differenza degli altri castelli, la struttura non presentava sale regali, essendo esclusivamente adibita ad uso militare.
Oggi, in seguito ad una devastante colata di cemento, è rimasta solo la Torre Spinella ed un piccolo tratto di cinta muraria di epoca aragonese. 

Tra i più suggestivi c’è il Castello di Nisida, costruito per volontà del vicerè Don Pedro de Toledo come vertice del sistema difensivo che iniziava da Baia per estendersi fino allo Sperone. Con l’arrivo dell’epidemia di peste venne adibito a lazzaretto per gli ammalati, mentre con i Borbone divenne un carcere. Attualmente ospita la Colonia di Redenzione per i minorenni.

Il viaggio termina con la Fortezza di Vigliena, costruita ad opera del vicerè Juan Manuel Fernandez Pacheco y Zuniga, marchese di Villena, da cui deriva il nome. Venne usata durante il Regno delle Due Sicilie anche per l'istruzione alla pratica di artiglieria dei cadetti della Reale accademia militare della Nunziatella; poi per la sua posizione strategica divenne un baluardo difensivo, molto importante durante la Rivoluzione partenopea. Ad oggi resta ben poco della struttura originaria e l’idea sarebbe di costruire un parco archeologico.

Finisce qui il tour tra i più bei castelli del capoluogo partenopeo, tutti di origini antichissime e con storie molto affascinanti, talvolta avvolti da leggende e misteri. Voi quale preferite?
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