La Grotta azzurra, un antro da favola


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La Grotta Azzurra di Capri una delle mete turistiche più ricercate al mondo
Galleggiare è un po' volare. E questo vale in tutte le acque del mondo. Ma all'interno della grotta azzurra è di sicuro più bello! Addentriamoci nella grotta per saperne di più.
La Grotta Azzurra è una cavità naturale lunga circa 60 metri e larga circa 25. L'ingresso è largo due metri e alto solo uno ed è consentito a piccole imbarcazioni a remi che ospitano fino a quattro persone. Sali sulla barchetta a remi, stenditi ed entra nel favoloso azzurro della grotta.

Lasciati affascinare da questo spettacolare luogo caratterizzato da colorazioni naturali di una bellezza unica. All'inizio sarà tutto buio, per poi colorarsi all'improvviso di azzurro. Non sembra di galleggiare, bensì di volare nell'azzurro del cielo. Questo è il motivo per cui vale assolutamente la pena entrarci almeno una volta nella vita: la Grotta azzurra è l'attrazione naturale e paesaggistica più famosa di Capri ed è conosciuta e apprezzata in tutto il mondo.

Arrivarci è facile: in autobus da Anacapri o in barca da Marina Grande. Le escursioni sono possibili dalle 9 del mattino alle 17 del pomeriggio, ma dipendono dalle condizioni del mare. L'ingresso è a pagamento poichè si tratta di un bene tutelato e il costo di accesso dovrebbe aggirarsi sui 15 euro circa.

Il migliore momento della giornata per visitarla è tra le 12 e le 14, quando i riflessi nella Grotta raggiungono gli effetti più splendidi. Si sconsigliano visite in giornate molto nuvolose poiché i riflessi sono ovviamente deboli. Parecchi aspettano la sera dopo le 17.30, per entrare a nuoto. Sconsigliamo visite non guidate poichè, oltre ad essere espressamente vietate, è pericoloso avvicinarsi al basso passaggio perché basterebbe un'onda un po' più alta (magari quella di un motoscafo in transito più a largo) per andare a sbattere contro la roccia.

La storia della Grotta Azzurra - i ritrovamenti archeologici e i resti di opere artistiche hanno condotto gli studiosi verso l'ipotesi per cui, in epoca romana, la Grotta fosse utilizzata come ninfeo marino: le statue ritrovate al suo interno sono oggi esposte alla Casa Rossa ad Anacapri. Dimenticata e addirittura temuta dai marinai locali per via di alcune leggende popolari che l'avrebbero descritta come un luogo infestato dagli spiriti e dai demoni, la grotta fu nuovamente visitata un bel giorno del 1826, dallo scrittore tedesco August Kopisch e il pittore Ernst Fries. Dai racconti entusiasti dei due iniziò il culto del luogo, che come detto, è la principale attrazione dell'isola insieme ai faraglioni e la storica piazzetta.

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