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Sedili antichi di Napoli


| Leggende e tradizione
Seggi a San Lorenzo Maggiore

Seggi a San Lorenzo Maggiore

Seggio del Popolo
Le sedi del potere e gli stemmi nobiliari
A Piazza San Gaetano, in epoca angioina, si svolgevano le funzioni amministrative dei sedili e del parlamento. Infatti, proprio sulla facciata del campanile della basilica di San Lorenzo Maggiore, sono posti gli otto stemmi rappresentanti i rispettivi sedili di Napoli.

Ogni stemma era rappresentativo di una famiglia nobile, appartenente a ciascuna delle zone della città partenopea, in cui dimorava.
In via Tribunali sorgevano il sedile di Capuana e il sedile di Montagna; il primo deriva dalla potente famiglia Capuano e aveva raffigurato nello stemma un cavallo frenato d'oro messo di profilo in campo azzurro, sovrastato da una corona trifogliata d'oro e sostenuto da due cavalli d’ oro e argento. Mentre, il sedile di Montagna, chiamato così perché sito nella parte più alta della città (Vomero), era rappresentato da tre monti verdi in campo argento, dominati sempre da una corona trifogliata d'oro, ma stavolta come sostegni ‘erano due Saraceni.

Vicino alla Chiesa di Santa Maria a Piazza, sorgeva il noto sedile di Forcella, chiamato così per la vicinanza della Scuola di Pitagora, che usava come emblema la lettera Y. Il motto di questo seggio era "Siamo nati per fare il bene" e come simbolo portava uno scudo troncato d'oro e di rosso caricato di una "Y" nera.
Inizialmente posto al centro del largo del Corpo di Napoli, presso la statua del dio Nilo, sorgeva il seggio del Nilo, in memoria dei commercianti Alessandrini che abitavano lì. Fantastico lo stemma con sopra raffigurato un cavallo nero sfrenato in campo oro, immancabile la corona trifogliata d'oro e per sostegni a destra c’è un mantenitore con corona d'alghe, lunga barba e con anfora che versa acqua su un coccodrillo; invece a sinistra appariva un cavallo d'oro.

Originariamente posto in via Mezzocannone, all’incrocio con via Sedile di Porto, sorgeva il seggio omonimo e lo stemma rappresentava il gigante mitologico Orione, figlio di Nettuno, esperto nella lavorazione dei metalli, o secondo altri avrebbe potuto raffigurare il leggendario nuotatore-marinario Niccolò Pesce. In ogni caso si trattava di un uomo ricoperto di peli e nella mano destra portava un pugnale, in posizione dominante vi era una corona trifogliata d'oro, per cimiero una nave che bruciava e come sostegni due tritoni.
In Piazza Portanova sorgeva il sedile Portanova, detto così perché, durante il periodo greco, le mura della città furono allargate, lasciando spazio alla costruzione della Porta Nuova vicino al mare. Nello stemma era raffigurata una porta d'oro in campo azzurro, sovrastata da una corona trifogliata d'oro, mentre come sostegni c’erano due cani d'oro e d'argento.

Infine, in via del Grande Archivio, vicino all'attuale Piazza Nicola Amore, sorgeva il seggio del Popolo, rappresentativo del popolo non aristocratico della città di Napoli; nello stemma c’era uno scudo troncato d'oro e di rosso con una "P" (Populus) centrale, poi divenuta "C" (Civitas).
Dopo l’abolizione dei sedili sorsero dei casati aggregati, in particolare se ne ricordano tre: Acton, Caravita e Lottieri D’Aquino.