Bagnoli, il quartiere flegreo di fronte a Nisida


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Tra Fuorigrotta, Posillipo, Pozzuoli e Pianura, spunta Bagnoli
Contraddistinto da una forte e visibile natura vulcanica, il quartiere di Bagnoli si trova nell'area dei Campi Flegrei, tra Pozzuoli e Fuorigrotta.
Il destino di Bagnoli è stato legato alle vicende relative alle acciaierie dell'Ilva, ex Italsider, attive dall'inizio del '900 e dismesse dagli anni novanta. Infatti il complesso industriale ha profondamente inciso sulla morfologia del territorio sottostante alla collina di Posillipo. Da tempo il quartiere di Bagnoli è oggetto di progetti di riqualifica da parte della Società di Trasformazione Urbana "Bagnolifutura, che dovrebbero investire principalmente l'area dell'ex Italsider.

 
Tra le principali attrazioni del quartiere flegreo emerge su tutte Città della Scienza, che oggi torna in vita dopo il rogo del 2015, l'Ippodromo di Agnano e le Terme di Agnano: il complesso termale è in funzione sin dall'antichità, dai tempi dei romani, grazie all'acqua calda e alle sorgenti sulfuree del sottosuolo che testimoniano la natura vulcanica di Napoli e dei Campi Flegrei.
Dal 2006 gli abitanti di Bagnoli possono godere dell'ex pontile nord dell'ex Italsider, lungo oltre 900 metri, oggi utili per jogging, passeggiate e fotografia, grazie al suggestivo panorama. Curiosità: quella sul pontile di Bagnoli è la passeggiata a mare più lunga d'Europa, con i suoi già citati 900 metri di lunghezza.
Da Bagnoli è possibile raggiungere l'isola di Nisida attraverso il collegamento artificiale con la terraferma: sull'isolotto vi sono caratteristici ristoranti che approfittano della particolare location sul mare. Tuttavia l'accesso all'isola di Nisida è limitato dall'autorizzazione del Ministerro degli Interni perché sull'isolotto sorge il carcere minorile, ed è dunque vietato l'ingresso a turisti e visitatori sprovvisti del permesso del ministero.  


A Bagnoli si scopre anche una particolare attività culturale: nel quartiere flegreo viene infatti pubblicata, fin dal 1975, una rivista di enigmistica classica, dal nome davvero azzeccato: La Sibilla;  alla rivista collaborano ed hanno collaborato illustri pensatori e penne d'Italia, tra cui il compianto Umberto Eco, Paolo Conte, Roberto Vecchioni e Nicola Piovani.


La particolarità di Bagnoli risiede nell'atmosfera che l'avvolge: passeggiando tra le basse costruzioni e palazzine del quartiere, che sarebbe stato abitato dalla classe operaia di stanza all'Italsider, si ha la sensazione di non trovarsi in un quartiere di Napoli, ma altrove. Le piccole strade del rione godono di tutta la luce del sole, che non trovando alti ostacoli, riesce a penetrare irradiando anche le più minute viuzze. E tra queste non si nota il tipico caos del centro: il traffico automobilistico sembra disinteressarsi di Bagnoli, almeno al suo interno. Un quartiere abbastanza silenzioso e soleggiato.



Forse è questo a colpire l'attenzione di chi non ci abita. Sembra quasi un luogo di vacanza agli occhi di un forestiero, che non può far a meno di notare la toponomastica flegrea: via Eurialo, via Niso, via Enea, via Plinio e tante altre "mitologiche" strade riescono a condurre l'immaginazione lontano dalle più consumate oleografie partenopee, lontano da Vesuvio e Castel dell'Ovo. L'area flegrea è diversa da Napoli: ha un qualcosa di indecifrabilmente suo, tutto suo e altrettanto indecifrabilmente  "non-napoletano". Una vita a parte si nasconde in quel di Bagnoli. Per conoscerla, vivila.

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