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  • Mostra sui Longobardi al Museo Archeologico Nazionale

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Te voglio bene assaje! - Quelli che amano Napoli

Quelli che amano Napoli
Tutti amano Napoli! Attori, registi, cantanti, poeti e letterati
Mai nati a Napoli, eppure fatalmente sedotti e conquistati dalla città partenopea, dai suoi vizi e dalle sue bellezze. 10 volti di famosissimi personaggi dello spettacolo che si sono invaghiti della nostra città!
Forse perché a Napoli hanno trovanto stimoli creativi, successo, o semplicemente perché di passaggio, vediamo chi ha dichiarato amore a Napoli e ai napoletani. Per non cantarcele solo tra noi. Eccoli uno ad uno:

Marcello Mastroianni
"Marcellì ce simmo fatt' viecchiariell' eh? 'O vvulite nu cafè?" - L'attore ricordava un incontro con alcuni attempati fans nei vicoli di Napoli

Fabrizio de Andrè "
È la mia patria morale. Dopo Genova e la Sardegna, Napoli è forse l'unico posto dove potrei vivere".

Giacomo Leopardi
« E 'l naufragar m'è dolce in questo mare » - Leopardi ha vissuto tra Napoli e Torre del Greco. I suoi versi sono famosissimi.

Maradona
«Tutti dicono: questo è stato il migliore del Barcellona, questo è stato il migliore del Real Madrid, questo è stato il migliore del Chelsea, questo è stato il migliore. Io sono orgoglioso di essere stato il migliore a Napoli» 

Lucio Dalla
"Napoli sembra una città, ma è una nazione [...] Io non posso fare a meno, almeno due o tre volte al giorno, di sognare di essere a Napoli. Sono dodici anni che studio tre ore alla settimana il napoletano, ... perché se ci fosse una puntura da fare intramuscolo, con dentro il napoletano, tutto il napoletano, che costasse 200.000 euro io me la farei, per poter parlare e ragionare come ragionano loro da millenni"

Pierpaolo Pasolini
"Napoli è stata una grande capitale, centro di una particolare civiltà ecc. ecc.; ma strano, ciò che conta non è questo. (...) Io so questo: che i napoletani oggi sono una grande tribù che anziché vivere nel deserto o nella savana, come i Tuareg o i Beja, vive nel ventre di una grande città di mare. Questa tribù ha deciso – in quanto tale, senza rispondere delle proprie possibili mutazioni coatte – di estinguersi, rifiutando il nuovo potere, ossia quella che chiamiamo la storia o altrimenti la modernità. La stessa cosa fanno nel deserto i Tuareg o nella savana i Beja (o fanno anche, da secoli, gli zingari): è un rifiuto, sorto dal cuore della collettività (si sa anche di suicidi collettivi di mandrie di animali); una negazione fatale contro cui non c’è niente da fare. Essa dà una profonda malinconia, come tutte le tragedie che si compiono lentamente; ma anche una profonda consolazione, perchè questo rifiuto, questa negazione alla storia, è giusto, è sacrosanto. La vecchia tribù dei napoletani, nei suoi vichi, nelle sue piazzette nere o rosa, continua come se nulla fosse successo a fare i suoi gesti, a lanciare le sue esclamazioni, a dare nelle sue escandescenze, a compiere le proprie guappesche prepotenze, a servire, a comandare, a lamentarsi, a ridere, a gridare, a sfottere; nel frattempo, e per trasferimenti imposti in altri quartieri (per esempio il quartiere Traiano) e per il diffondersi di un certo irrisorio benessere (era fatale!), tale tribù sta diventando altra. Finché i veri napoletani ci saranno, ci saranno; quando non ci saranno più, saranno altri (non saranno dei napoletani trasformati). I napoletani hanno deciso di estinguersi, restando fino all’ultimo napoletani, cioè irripetibili, irriducibili e incorruttibili". In foto è con Maria Callas.

Giovanni Boccaccio
Nella Napoli angioina di re Roberto, Boccaccio apprese e apprezzò i valori della civiltà cortese, imparò ad amare Dante Alighieri. Qui decise di diventare scrittore. Napoli è presente, sin nelle sue prime opere. Su tutte il Decamerone.

John Turturro
"Napoli è un luogo misterioso sia per chi non ci abita sia per i suoi stessi abitanti: c'è qualcosa di veramente vibrante e vivo che si percepisce ovunque ed è come qualcosa d'infinito che percepisci anche quando la lasci. Mi ha colpito molto".

Andy Wahrol
"Amo Napoli perché mi ricorda New York, specialmente per i tanti travestiti e per i rifiuti per strada. Come New York è una città che cade a pezzi, e nonostante tutto la gente è felice come quella di New York".

Lina Wertmuller
Da "Pasqualino Settebellezze" a "Io speriamo che me la cavo", la regista ha mostrato più volte un viscerale rapporto con Napoli e la sua cultura.

Robert "3D" Del Naja
Nella musica di Massive Attack scorre qualcosa di profondo e vicino. Da questo magma vengono fuori le continue collaborazioni con Raiz e Almamegretta, in un altrettanto continuo scambio tra UK e Napoli, in un gioco di sponde che riflette ulteriori legami: la famiglia di Robert Del Naja è infatti originaria di queste parti, Pozzuoli per la precisione, e lui, da buontempone col gusto per dub e sperimentazioni elettroniche che è, trova anche il tempo per andare a vedere i match della sua squadra del cuore: il Napoli!