Concerti
  • Cristiano De Andrè in concerto al Teatro Augusteo

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  • Metastasio per celebrare Carlo III di Borbone

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  • Fabri Fibra in concerto al Palapartenope

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  • Eduardo De Crescenzo in concerto al Teatro Cilea

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  • Caparezza in concerto al Palapartenope

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Visite guidate
  • Visite serali agli appartamenti storici della Reggia di Caserta

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  • Visite serali agli scavi archeologici di Ercolano

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Mostre
  • Dinosauri in carne e ossa in mostra a Napoli

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  • Mostra Pompei e i Greci

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  • Mostra fotografica su Sophia Loren a Sorrento

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  • Mostra Klimt alla Reggia di Caserta

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  • Amori Divini al Museo Archeologico di Napoli

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Leggenda di Sebeto e Megaride

Fontana del Sebeto
Storia di un amore idilliaco in riva al mare
Si narra che Sebeto fosse un uomo molto ricco con una lussuosa residenza in campagna nei pressi di Napoli. Egli sposò la bellissima Megara, della quale era profondamente innamorato.

Un triste giorno Megara, che ricambiava affettuosamente l'amore per Sebeto, decise di navigare lungo il Golfo di Napoli a bordo di una piccola feluca, per raggiungere la riva Platamonia, dove il mare era frequentemente agitato. I marinai, nonostante le condizioni meteorologiche avverse, insistettero per continuare la navigazione controvento, ma sfortunatamente l’imbarcazione si capovolse. Megara cadde subito in mare e si trasformò, per qualche strano sortilegio, in uno scoglio: si tramutò in Megaride, in corrispondenza del quale sorge attualmente il Castel dell’Ovo.
Appresa la notizia Sebeto cadde vittima di una disperazione profonda e si sciolse in un pianto ininterrotto; proprio dalle sue infinite lacrime si tramutò in un corso d’acqua, divenendo un lungo fiume. Malgrado questa situazione drammatica, ci fu un risvolto romantico nella storia dei due coniugi che riuscirono a restare ugualmente in contatto, non più come esseri umani bensì come elementi della natura. La donna era la meta che Sebeto sognava di raggiungere, ma puntualmente sfociava in mare, il teatro di lutto e tragedia, dove era possibile ricongiungersi con l'amata.
Il fiume Sebeto in passato si divideva in due rami, uno che scorreva verso via Chiaia e l’altro arrivava fino al Ponte della Maddalena; ogni tanto qualche flutto d’acqua fuoriesce ancora dal sottosuolo partenopeo per ricordarne la presenza ancora avvolta dal mistero.