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  • Mostra Klimt alla Reggia di Caserta

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  • Amori Divini al Museo Archeologico di Napoli

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Gioacchino Murat, da figlio di albergatori a Re di Napoli

Gioacchino Murat
Personaggio controverso e dallo spirito impetuoso, uno degli ultimi re di Napoli
Tra le statue della facciata di Palazzo Reale a Napoli, Gioacchino Murat è quello con l'aria sicura di sè, con una mano portata al petto, in tutta fierezza.
E i napoletani, nel recitare la storiella della pipì a piazza del Plebiscito, gli hanno subito appiccicato la frase "Son stato io, e allora?" - con tutto lo snobismo di questo mondo. Che persona doveva essere sto Murat? Non doveva essere un simpaticone: ripercorrere brevemente la vita e la carriera di Gioacchino Murat può essere curioso e prezioso per intendere come si evolvono le cose, secolo dopo secolo. Ossia: sempre allo stesso modo.

Doveva essere uno spigliato e ambizioso, uno disposto a giocare ogni carta pur di aver successo. Le sue fortune iniziarono quando riuscì a conquistare la sorella minore di Napoleone, Carolina. Fortune che proseguirono con la nomina di Re di Napoli ricevuta dal cognato imperatore. Lui che proveniva da una famiglia di albergatori francesi, ora sedeva sul trono di Napoli da poco sottratto alla famiglia Borbone. Le vicende politiche e militari in Europa da un parte, e l'indomito e ambizioso carattere di Murat, guastarono i rapporti con Napoleone fino al tradimento del cognato. Gli sviluppi della scena politica, all'alba del Congresso di Vienna che ristabilì la corona borbonica nel Regno delle Due Sicilie, obbligarono Murat a una fuga che, nel tentativo di riconquistare Napoli, si trasformò in una trappola: ingannato e tradito da uno dei suoi uomini, fu incarcerato nel Castello di Pizzo in Calabria, dove venne fucilato dalla gendarmeria borbonica.



La sua sembra la vita avventurosa del protagonista di un romanzo: una bizzarra altalena di eventi di diverso segno, che affronta con spavalderia e sfrenata ambizione, come capita agli eroi dei romanzi, salvo poi precipitare rovinosamente, in libera caduta verso il proprio tragico e ignobile destino. Gioacchino Murat è ricordato come un uomo bello, d'imponente statura (soprattutto rispetto al cognato), con lunghi capelli e occhi azzurri, che amava l'eleganza e il vestiario stravagante. L'ascesa inizia quando, in veste di braccio destro di Napoleone, si reca nel 1799 al collegio femminile di Saint-Germain per prelevare Carolina Bonaparte, sorella del generale futuro re e imperatore di Francia. La graziosa diciassettenne rimane colpita da questo sbruffone a cavallo, tanto da convolare a nozze l'anno successivo.

La breve storia di una vita incendiata dalle fiamme della passione e dell'ambizione. Una vita non per tutti, una vita fuori dal comune. E dentro alla Storia.