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10 film che un Napoletano ha visto almeno una volta

10 film imperdibili a Napoli
Una classifica sui più bei film da vedere
Consideratela una raccolta dei film che un napoletano deve assolutamente aver visto almeno una volta nella sua vita. Sapete cosa fa un napoletano a Londra nei momenti di abbrutimento casalingo?
Guarda "Ricomincio da tre" in streaming. E così abbiamo iniziato a elencare i film che assolutamente saremmo disposti a guardare e riguardare, ma rigorosamente con tag Napoli: da Troisi a Servillo, ecco una carrellata di film che in qualche modo sono divenuti cult per il pubblico partenopeo, in patria e all'estero.

Ricomincio da tre
Il primo film di Massimo Troisi. Un cult per tutti, è la storia di un giovane napoletano che abbandona amici e famiglia in cerca di una vita meno tradizionalista, tra nuovi incontri e diverse culture e mentalità. Come la sena che lo vede alle prese con il traumatizzato Robertino.

Così parlò Bellavista
Opera prima di Luciano De Crescenzo che mette a fuoco su una Napoli che oggi, forse, non c'è più. Una galleria di personaggi e situazioni tipiche che si avvicendano con una comicità genuina e a tratti geniale. Come gli ormai celebri "momenti poetici".

Il camorrista
Altro pezzo storico, risalente al 1986 e diretto da Giuseppe Tornatore, al suo esordio come regista. E' la storia romanzata delle vicende di cronaca legate al nome di Raffaele Cutolo, spietato e ambizioso capo della Nuova Camorra Riformata, che iniziò una sanguinosa guerra contro i clan rivali.

Pacco, doppio pacco e contropaccotto
Film a episodi del 1993, è l'ultima pellicola di Nanni Loy per il grande schermo. E' ambientato nella Napoli degli anni novanta tra imbroglioni di bassa lega e abili truffatori, si arrangiano cercando di truffare il prossimo. Il titolo richiama il sistema del "pacco", ossia della truffa ai danni del malcapitato di turno

Totò, Peppino e a malafemmina
"... salutandovi indistintamente, i fratelli Caponi, (che siamo noi)". La scena della lettera rimane un mito del cinema nazionale. Altra celebre scena è quella che ritrae i fratelli Caponi, Totò e Peppino De Filippo, nella piazza del Duomo di Milano, in un dialogo con un vigile urbano: i due fratelli chiedono informazioni per il teatro in cui si esibisce la "malafemmena", dando il via a una serie di equivoci.

No grazie il caffè mi rende nervoso
Il film del 1982 vede Lello Arena nei panni di un investigatore alle prese con illustri e improvvisi omicidi che hanno per vittima i personaggi dello spettacolo che partecipano al Primo Festival Nuova Napoli. Fra i tanti, il musicista James Senese e Massimo Troisi che cadono sotto i colpi di un misterioso maniaco di nome Funiculì Funiculà. Memorabile la scena della "Parlesia", tra alcuni criminali e Lello Arena, che le prende di santa ragione.

Non ci resta che piangere
Campagne di Lucca, estate 1984. Il bidello Mario (Massimo Troisi) e l'insegnante Saverio (Roberto Benigni) sono due amici e sono fermi ad un passaggio a livello, in attesa che il treno passi. Tra una confessione e l'altra, l'attesa si prolunga e decidono di imboccare una stradina di campagna. Dopo un po' restano in panne con l'auto in mezzo al verde. Si fa sera, piove. Mario e Saverio trovano rifugio in una locanda per la notte, in una stanza in condivisione con un altro ospite. La mattina dopo appena svegli vedono l'uomo fare la pipì dalla finestra ma le loro risa vengono subito troncate dal sibilo di una lancia che lo trafigge. Sono nella Toscana della fine del 400, in pieno Rinascimento! Un pensiero li conquista: impedire la scoperta dell'America. Un film d'inedita comicità, a tratti surrealista. La scena della dogana (Un Fiorino!) è più conosciuta delle parabole di Gesù!

Ieri oggi e domani
Due grandi interpreti del cinema italiano e internazionale come Sofia Loren e Marcello Mastroianni in un film di tre episodi, uno dei quali ambientato nei vicoli di Napoli, tra donne contrabbandiere di sigarette e padri di famiglia alle prese coi figli. Un capolavoro diretto da Vittorio De Sica nel 1963, vincitore dell'Oscar al miglior film straniero nel 1965

Scusate il ritardo
"Senti Alfredo, cioè, nuje avimme pensato, tutte quante nuje, i figli, tutte quante accussì, avimme pensato, poiché venerdì è o' compleanno e' mammà, no? Non lo so, ce vulevemu fa' nu regalo, tutte quante insieme, no? E niente, avimm pensato e' ce fa a televisione, sta sempre annanz' a televisione, però tiene chille colori ca... a televisione fa nu pocu... e... niente, avimme pensato e ce fa tutte quante nuje, Patrizia e tutte cose, insieme metteveme 5.000 lire io, 5.000 lire Patrizia e nu milione e due tu..."

L'uomo in più
Le vite del cantante Franco Califano e del calciatore Agostino Di Bartolomei hanno ispirato le due storie che s'incrociano nel film di Paolo Sorrentino, forse la sua opera migliore. Grande interpretazione di Toni Servillo e del suo alter ego Andrea Renzi.

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