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Soccavo Vecchia a Napoli

Colombarium via Pigna
Soccavo Vecchia: un quartiere di origini antichissime
Soccavo era tra i casali di Napoli nel XIII secolo, durante la dominazione sveva, e fu parte integrante del territorio agricolo di pertinenza di "Neapolis", sia nella fase di occupazione greca che dopo la conquista da parte dei romani.

Il nome Soccavo deriva dal toponimo “suptus caba” da cui successivamente “Sub cava” e poi “Succava”, collegato alla presenza ed al conseguente sfruttamento nel territorio di cave di piperno e di tufo, che servirono per ampliare le mura della città di Napoli; ciò emergeva da un atto notarile del 1030, che regolava la compravendita di alcuni terreni della zona.

In epoca romana in base ad alcuni ritrovamenti archeologici, si è ipotizzata l'esistenza di piccoli insediamenti costituiti da ville rustiche e da piccoli villaggi; tra i reperti più significativi spicca il Colombarium, un monumento funebre posto all'inizio dell’odierna Via Pigna, connesso in origine ad una villa rustica, di cui non resta alcuna traccia. Costruito in “opus reticulatum”, presenta una serie di piccole nicchie, in cui venivano messe le urne cinerarie; tale fantastico reperto è venuto alla luce durante i lavori per la costruzione del Rione Traiano, a cui sono seguiti quelli per la Loggetta e per il Complesso Soccavo-Canzanella, che trasformarono Soccavo in una anonima periferia.

Giuseppe Bonaparte fece diventare Soccavo un Comune della provincia di Napoli, mentre con il regime fascista essa divenne tutt’uno con il capoluogo partenopeo, anche se confinante con Pozzuoli. Di costruzione più recente era il Centro Sportivo Paradiso, dove avvenivano gli allenamenti del SSC Napoli, almeno fino al 2004, quando chiuse definitivamente i battenti.

Tags: Archeologia, Arte e cultura