Concerti
  • Festival della tradizione a Praiano

    Festival della tradizione a Praiano

  • Musica ai templi di Paestum

    Musica ai templi di Paestum

  • Ben Harper in concerto all'Arena Flegrea

    Ben Harper in concerto all'Arena Flegrea

  • Francesco Gabbani in concerto all'Arenile di Bagnoli

    Francesco Gabbani in concerto all'Arenile di Bagnoli

  • Il barbiere di Siviglia all'Arena Flegrea

    Il barbiere di Siviglia all'Arena Flegrea

Visite guidate
  • Visite serali agli appartamenti storici della Reggia di Caserta

    Visite serali agli appartamenti storici della Reggia di Caserta

  • Visite serali ai templi di Paestum

    Visite serali ai templi di Paestum

  • Visite serali agli scavi archeologici di Ercolano

    Visite serali agli scavi archeologici di Ercolano

  • Visite serali agli scavi archeologici di Pompei

    Visite serali agli scavi archeologici di Pompei

Mostre
  • Dinosauri in carne e ossa in mostra a Napoli

    Dinosauri in carne e ossa in mostra a Napoli

  • Mostra Pompei e i Greci

    Mostra Pompei e i Greci

  • Mostra fotografica su Sophia Loren a Sorrento

    Mostra fotografica su Sophia Loren a Sorrento

  • Mostra Klimt alla Reggia di Caserta

    Mostra Klimt alla Reggia di Caserta

  • Amori Divini al Museo Archeologico di Napoli

    Amori Divini al Museo Archeologico di Napoli

Napoli, il tunnel borbonico ed i suoi mille volti

Tunnel Borbonico (Galleria Borbonica)
Ricovero nella Seconda Guerra Mondiale e deposito nel dopoguerra
La storia di una città attraverso i suoi luoghi più nascosti e finalmente riaperti: le sue origini e la sua storia sepolta nel Tunnel Borbonico, ribattezzato Galleria Borbonica. Il Tunnel Borbonico è oggi sede di percorsi culturali e visite guidate.
Una città dal suolo vuoto, verrebbe d’istinto dire, ma l’oratore più oculato risponderebbe che è proprio quell’assenza di materia, che si snoda tra mille cunicoli, rappresenta la nostra essenza nell’essere cittadini, visitatori, parte delle strade che viviamo, attraversiamo e, troppo spesso, ignoriamo. La quotidianità è una brutta bestia che fugge smarrita dinnanzi ad uno dei cuori pulsanti della città ro’ sol: il tunnel borbonico. Al di là dell’ovvia considerazione che il lessico del luogo fa sorgere alla mente, questo pezzo di storia rappresenta il passato, ma anche il presente ed uno specchio per il futuro. Si, perché non solo le auto americane ed italiane del deposito giudiziario vengono gelosamente preservate nel suo ventre, ma anche le testimonianze di vita e speranza delle popolazioni bombardate durante il secondo conflitto.

Osservando i giochi dei più piccoli che solevano trascorrere lì la maggior parte del loro tempo, nonché i nomi e le date scolpite sui muri, sembra quasi di sentire che le sirene che, incessanti, spingono il popolo a sfuggire all’angelo della morte che la guerra porta in ogni casa, incurante di chi la abiti, dei suoi desideri e dei suoi sogni. E’ trascorso di tempo dalle grida disperate dei rifugi e da quelle date che, mani tremolanti ed impaurite, hanno impresso sulle pareti per infondersi coraggio, per ribadire alla propria anima di essere ancora viva, pulsante. Ma come una clessidra, la sabbia del tempo continua a scorrere in queste stanze, dove sculture moderne sembrano ergersi a guardiane delle cisterne che un tempo ospitavano le acque della città ed il pozzaro, uomo chiave e punto di raccordo tra le case soprastanti e le acque sotterranee.

Insomma, un filo sottilissimo che legava indissolubilmente il regno del riso dei vivi e quello del silenzio della disperazione. Non si può non pensare a come l’architetto borbonico Errico Alvino aveva in mente, osservando i due ponti voluti dal re Ferdinando II di Borbone, né all’idea mastodontica di congiungimento di palazzo Reale con piazza Vittoria. Quando il luogo divenne un ricovero, le scale a chiocciola costituirono un valido aiuto per i fuggiaschi per potersi mettere in salvo. Molti morirono, altri sopravvissero, ma, nonostante gli anni siano fluidamente trascorsi, le grida di dolore riecheggiano silenti e discrete. E la vita al di sopra del suolo prosegue tra affanni quotidiani e incontri d’affari.
Il “Panta rei” non aggredisce le viscere della terra.

Tags: Archeologia