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La chiesa del Nilo, il Donatello che non ti aspetti

Sant'Angelo al Nilo
Tra via Mezzocannone e Spaccanapoli
La chiesa di Sant’Angelo a Nilo si trova Piazzetta Nilo, quella porzione di strada che si allarga all’incrocio di due delle più popolose vie napoletane, via Mezzocannone e la cosiddetta Spaccanapoli. Pochi si aspettano all'interno un'opera di Donatello.
E’ una chiesa che al passeggiatore casuale passa inosservata se non fosse per un cartello che indica a lettere cubitali il prezioso tesoro che custodisce: una cappella gentilizia realizzata da Donatello in collaborazione con il Michelozzo.
L’aspetto attuale della chiesa si deve all’architetto Guglielmelli che nel 1709 elevò la navata e la cupola arricchendola di decorazioni in stucco e altre opere d’arte. Rispettando la posizione centrale sul crocevia, anche l’accesso alla chiesa è possibile attraverso due entrate, una per lato.
Entrambi i portali sono intagliati con racconti biblici dal vecchio e nuovo Testamento. All’interno la chiesa presenta decorazioni in marmo del XVII-XVIII secolo e stucchi disegnati dallo stesso Arcangelo Guglielmelli, che fanno da contorno alle tele di Giovambattista Lama, tra cui spicca l’opera in cui sono raffigurati i Santi in adorazione del Volto Santo. Ma il capolavoro principe della chiesa si trova alla sinistra dell’altare. Qui, infatti, troviamo i monumenti sepolcrali dei cardinali Stefano e Francesco Brancaccio, opera degli scultori carraresi Bartolomeo e Pietro Ghetti. L’opera, collocata alla destra dell’altare, fu realizzata da Donatello in collaborazione con Michelozzo, in marmo dorato e policromato.

Donatello ha dunque lavorato a Napoli?

No, in effetti i due artisti completarono l’opera a Pisa e da lì la inviarono via mare a Napoli nel 1428.
Il sepolcro, alto 11 mt e profondo 4 è composto da due colonne che sorreggono un arco a tutto sesto. In alto, la cuspide, in stile gotico su cui è posto il Cristo Redentore e, ai lati, due putti con delle trombe. Il sarcofago, sorretto da tre cariatidi, presenta un rilievo stiacciato raffigurante l’Assunzione della Vergine, opera di Donatello.
Ai lati due stemmi, mentre al di sopra è posta la statua del defunto, con due angeli che tengono aperto il tendaggio poggiante sui capitelli. Modesta dall’esterno e preziosa appena si varca l’ingresso, riassume l’esperienza di visita che ciascun visitatore vive nella città di Napoli che riserva sempre strabilianti sorprese a coloro che decidono di varcarne le porte.