Concerti
  • Cristiano De Andrè in concerto al Teatro Augusteo

    Cristiano De Andrè in concerto al Teatro Augusteo

  • Metastasio per celebrare Carlo III di Borbone

    Metastasio per celebrare Carlo III di Borbone

  • Fabri Fibra in concerto al Palapartenope

    Fabri Fibra in concerto al Palapartenope

  • Eduardo De Crescenzo in concerto al Teatro Cilea

    Eduardo De Crescenzo in concerto al Teatro Cilea

  • Caparezza in concerto al Palapartenope

    Caparezza in concerto al Palapartenope

Visite guidate
  • Visite serali agli appartamenti storici della Reggia di Caserta

    Visite serali agli appartamenti storici della Reggia di Caserta

  • Visite serali agli scavi archeologici di Ercolano

    Visite serali agli scavi archeologici di Ercolano

Mostre
  • Dinosauri in carne e ossa in mostra a Napoli

    Dinosauri in carne e ossa in mostra a Napoli

  • Mostra Pompei e i Greci

    Mostra Pompei e i Greci

  • Mostra fotografica su Sophia Loren a Sorrento

    Mostra fotografica su Sophia Loren a Sorrento

  • Mostra Klimt alla Reggia di Caserta

    Mostra Klimt alla Reggia di Caserta

  • Amori Divini al Museo Archeologico di Napoli

    Amori Divini al Museo Archeologico di Napoli

Il Museo di Anatomia Umana di Napoli

Museo di Anatomia Umana di Napoli
Uno dei musei più antichi e completi al mondo
Fondato tra la fine del Settecento e l’inizio dell’Ottocento per chiari scopi didattici, il Museo di Anatomia Umana di Napoli si trova presso l’Istituto di Anatomia Umana, a sua volta compreso nei chiostri di Santa Patrizia della Seconda Università degli Studi di Napoli.
Solo in seguito ha iniziato ad ospitare collezioni, grazie anche alle teorie evoluzionistiche di Charles Darwin, a loro volta sopraggiunte grazie alla sensibilità naturalistica che definì quella stagione culturale e scientifica. Le sezioni del Museo Anatomico partenopeo ospitano raccolte di organi in cera, di organi essiccati, reperti in formalina o alcool, feti malformati, teste ciclopiche (con un solo occhio) e altri elementi utili per studiare e definire le patologie anatomiche. Gli elementi e reperti esposti nel Museo incorniciano Napoli come protagonista della rivoluzione culturale e scientifica nel periodo compreso tra la fine del '500 e l'inizio dell'800. Se il 700 e la stagione illuminista napoletani furono espressi dagli studi di Cotugno presso l'Ospedale degli Incurabili, ove è oggi possibile visitare la settecentesca La farmacia degli Incurabili, un gioiello di cultura partenopea che illustra il passaggio dall'alchimia e dai rimedi curativi all'effettiva medicina scientifica; e l'800 si distinse invece per le riforme francesi e borboniche, dopo il 1861, all'alba dell'Unità d'Italia, le sale del Museo furono arricchite da nuovi reperti come i crani raccolti agli scavi di Pompei e Cuma, e le “teste della Vicaria“, cioè i teschi dei giustiziati per impiccagione e rimasti appesi per circa trent’anni in gabbie di ferro antistanti l'ingresso di Castel Capuano. Tra questi si era anche il cranio di una donna, Giuditta Guastamacchia, impiccata nel 1800 per adulterio. Oltre a questi compaiono una serie di strumenti chirurgici di differente provenienza temporale: bisturi di epoca romana, le calcinazioni delle epidemie ottocentesche di Giuseppe Albini, le “pietrificazioni” di Efisio Marini, scienziato di metà 800 che inventò un metodo di mummificazione degli organi interni e tante altre sorprese che ci aiuteranno a scivolare nei fasti del passato partenopeo.