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  • Musica ai templi di Paestum

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  • Francesco Gabbani in concerto all'Arenile di Bagnoli

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  • Visite serali agli appartamenti storici della Reggia di Caserta

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  • Visite serali agli scavi archeologici di Ercolano

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  • Dinosauri in carne e ossa in mostra a Napoli

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  • Mostra Pompei e i Greci

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  • Mostra fotografica su Sophia Loren a Sorrento

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  • Mostra Klimt alla Reggia di Caserta

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  • Amori Divini al Museo Archeologico di Napoli

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A spasso nel tempo nei Quartieri Spagnoli

quartieri spagnoli graffiti murales
Un quartiere molto importante della storia di Napoli
Il tradizionale fitto reticolato di vicoli e viuzze tra i quartieri Montecalvario e Avvocata è uno dei simboli di Napoli e della sua storia poichè fu edificato dagli spagnoli ed oggi è decorato dai murales e dai disegni di Ciop&Kaf.
La passeggiata per i vicoli dei quartieri spagnoli è una di quelle cose che affascinano di più i turisti, innamorati degli scorci pittoreschi tra gli antichi palazzi, dove vive il popolo napoletano e dove si conservano molte tradizioni. E molte novità. Storicamente malfamati i quartieri spagnoli coprono l'area tra piazza del Plebiscito e Montecalvario con ipotetica linea di confine via Francesco Girardi, la salita dell'ospedale militare.

In realtà è estremamente varia la qualità della vita in questi luoghi e per il visitatore è l'occasione per mettere su un album fotografico per la carica seduttiva di veri e propri palcoscenici napoletani: i ragazzini che giocano a pallone, le signore affacciate dai bassi, i panni stesi ad asciugare e la vita spicciola dei vicoli. Che solitamente portano nomi genuinamente affibbiati dalle circostanze storiche e naturali del luogo, o semplicemente dalle botteghe e dai mestieri ivi succedutisi nel tempo: via Speranzella, vico della Tofa, vico dei Panettieri, vico detto Fico, vico Giardinetto, vico lungo Montecalvario e vico lungo Teatro Nuovo.

E potremmo andare avanti per ore. E talvolta capita di incontrare i murales e le opere di Ciop&Kaf, i writers più noti, cercati e ricercati di Napoli, che trattano la loro città come un'immensa galleria d'arte, allontanandosi dai meccanismi di mostre ed esibizioni, e giungendo sulle pareti anche delle periferie più distanti, tra scugnizzi e vajasse in sella agli scooteroni. Non li conosci? Loro si presentano così: "Terribilmente soli, o quasi, questi oramai ricercati artisti (ricercati più dalla Digos che dai collezionisti) continuano imperterriti nel loro maniacale impegno di diffusione di segni “anomali, irrequieti, talvolta inquietanti”.

Nel disperato tentativo di risvegliare l’anestetizzato “spirito critico” di gran parte del popolo italiano, allattato e allettato dalla nascita con latte in polvere e programmi televisivi, i lavori di cyop&kaf si infiltrano nei più scuri vicoli, nei quartieri borghesi, nelle periferie più degradate, nelle gallerie d’arte, nelle menti più reazionarie e si propongono come sabbia nell’ingranaggio del monopensiero imperante. Visto che elencare le mostre personali o collettive sembra essere da qualche tempo funzionale a quel tipo di artisti che gonfiando il loro curriculum tentano di gonfiare anche il portafoglio, crediamo sia più opportuno in questo caso, non ridurre tutto ad un freddo elenco di qualche evento circoscritto nel tempo. Vogliamo bensì invitarvi a quella esposizione aperta 365 giorni all’ anno, in continuo allestimento, gratis agli occhi di tutti, che si trova dislocata tra Napoli centro e la sua immensa periferia.

Aprite gli occhi, ma soprattutto il cuore…"

Insomma su e giù per i quartieri è un po' come farlo nel tempo, da quello dei vicerè a quello delle periferie urbane.

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