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A Napoli la domenica è ragù

Ragù napoletano
La domenica partenopea ideale è quella del Ragù! 
Passeggiando la domenica tra i vicoli di Napoli si viene puntualmente inebriati da un profumo appetitoso, che lega in un connubio armonico la carne e la salsa di pomodoro.
"O' rraù", come si dice in dialetto, re della tavola ogni domenica, rappresenta il rito che da generazioni e generazioni unisce la famiglia attorno al tavolo, in un giorno in cui proprio non vuoi far nulla se non stare seduto tutto il tempo necessario per gustarti l'essenza del pranzo domenicale.

L'origine è riportata addirittura al 1300, quando Maria di Valois preparò all'imperatore di Costantinopoli un piatto di maccheroni, che per magia divennero rossi. Quel misterioso condimento aveva un profumo ed un sapore sublime, tanto che l'imperatore lo chiamò con lo steso nome di suo figlio: raù.

Qualcuno penserà erroneamente che il ragù è carne e pomodoro, ma non è così: la ricetta, che appartiene e viene custodita gelosamente da ogni famiglia napoletana, si tramanda da madre in figlia e rappresenta "l'oro rosso" della cucina partenopea e pertanto non è così semplice da preparare. Innanzi tutto il ragù richiede molto tempo, deve "pippiare" per ore e ore per raggiungere la giusta consistenza, perciò è consigliabile cominciare a prepararlo il sabato sera per la domenica. La pentola che si dovrebbe usare per la cottura è un tegame di creta largo e basso e per rimestarlo occorre la "cucchiarella" di legno.

Tra i tanti tipi di carne utilizzati essenziali sono le "tracchiulelle" che, con il concentrato di pomodoro, ne danno il sapore inconfondibile. "L'annecchia, la locena, pettola e' spalla, la punta di natica" poi...ma cosa saranno mai?

Solo mamma' lo può sapere!