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  • Music City Hall Napoli

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  • Concerti al tramonto a Villa San Michele ad Anacapri

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  • SonaRè Festival alla Reggia di Caserta

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  • Musica ai templi di Paestum

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Visite guidate
  • Visite serali agli appartamenti storici della Reggia di Caserta

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  • Visite serali agli scavi archeologici di Pompei

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Mostre
  • Dinosauri in carne e ossa in mostra a Napoli

    Dinosauri in carne e ossa in mostra a Napoli

  • Mostra Pompei e i Greci

    Mostra Pompei e i Greci

  • Mostra fotografica su Sophia Loren a Sorrento

    Mostra fotografica su Sophia Loren a Sorrento

  • Mostra Klimt alla Reggia di Caserta

    Mostra Klimt alla Reggia di Caserta

  • Amori Divini al Museo Archeologico di Napoli

    Amori Divini al Museo Archeologico di Napoli

I faraglioni di Capri

Faraglioni di Capri
Tre picchi rocciosi che spuntano nel mare a sud-est di Capri
Forse sono gli scogli più famosi e suggestivi del mondo, di sicuro testimoniano inconfondibilmente la ricchezza paesaggistica dell'isola: i Faraglioni di Capri sono oggi il marchio dell'isola e della sua mondanità
A renderli famosi in tutto il mondo vi è di certo la storica panoramica offerta dai giardini di Augusto dove si soffermano ogni giorno turisti per una foto-ricordo del proprio soggiorno a Capri.

I faraglioni sono in tutto tre:  
faraglione di Terra (o Saetta): l’unico ancora unito alla terraferma ed il più alto (110 metri circa);
faraglione di Mezzo (o Stella): è quello col buco al centro, una galleria naturale di 60 metri; 
faraglione di Fuori (o Scopolo): alto 104 metri, ospita la famosissima lucertola azzurra.  

In verità vi un ulteriore faraglione, il quarto, detto "scoglio del Monacone", che si trova alle spalle dei dei tre più conosciuti. Qui vivevano i bovi marini, una specie di foche, estintasi nel 1904.   E proprio da queste parti si sono consumate antiche e mitologiche vicende. I faraglioni furono infatti citati da Virgilio nell'Eneide nel mito delle Sirene che ammaliavano i marinai col proprio canto. Del resto i loro nomi provengono dal greco: "pharos" infatti vuol dire faro. In epoca antica era infatti comune accendere grandi fuochi notturni sui monti e sulle rocce della costa per indicare ai navigatori la rotta più sicura o eventuali ostacoli pericolosi per la navigazione. E' molto probabile che anche ai Faraglioni capresi toccò la medesima sorte.