Concerti
  • Festival della tradizione a Praiano

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  • Musica ai templi di Paestum

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  • Ben Harper in concerto all'Arena Flegrea

    Ben Harper in concerto all'Arena Flegrea

  • Francesco Gabbani in concerto all'Arenile di Bagnoli

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  • Il barbiere di Siviglia all'Arena Flegrea

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Visite guidate
  • Visite serali agli appartamenti storici della Reggia di Caserta

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  • Visite serali ai templi di Paestum

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  • Visite serali agli scavi archeologici di Ercolano

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  • Visite serali agli scavi archeologici di Pompei

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Mostre
  • Dinosauri in carne e ossa in mostra a Napoli

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  • Mostra Pompei e i Greci

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  • Mostra fotografica su Sophia Loren a Sorrento

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  • Mostra Klimt alla Reggia di Caserta

    Mostra Klimt alla Reggia di Caserta

  • Amori Divini al Museo Archeologico di Napoli

    Amori Divini al Museo Archeologico di Napoli

Castello Aragonese di Baia

castello baia
Il Castello di Baia domina il golfo di Pozzuoli in posizione strategica
Fu infatti edificato dagli Aragonesi per difendere la costa flegrea dalle incursioni saracene. Ma il castello di Baia fu anche luogo di incontri politici e mondani.
Il Castello di Baia ha subito continui lavori e rifacimenti a causa delle invasioni che ha dovuto fronteggiare. Le scorribande più temute sulle coste della Campania erano prevalentemente quelle dei saraceni, che fra 300 e 400 hanno imperversato sui litorali dell'Italia Meridionale. Come ad Otranto, in Puglia, che sguarnita di torri saracene e fortificazioni lungo la costa, non riuscì a frenare l'ondata dei pirati che la saccheggiarono. Il castello di Baia servì dunque a questo, cioè ad evitare saccheggi e ruberie. E fin qua tutto ok. Ma nulla potè contro la terribile eruzione che nel corso di una sola notte, nel 1538, diede origine al cratere di monte Nuovo, provocando seri danni al castello. La fortezza mantenne la sua funzione militare nel periodo del vicereame spagnolo (1503-1707), del dominio austriaco (1707-1734), ed infine del regno borbonico (1734-1860). Nel 1799, all'epoca della Repubblica Napoletana, la flotta inglese cercò di attaccarlo per conquistarlo e soffiarlo ai francesi e ai repubblicani partenopei, senza ottenere esito felice. Con l'unità d'Italia perse il suo valore fino a diventare un orfanotrofio militare. Dal 1984 è stato consegnato alla Soprintendenza Archeologica di Napoli e Caserta perché diventasse sede del Museo archeologico dei Campi Flegrei.

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