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Campi Flegrei, il Vulcano più grande d'Europa

Lago Miseno
Campi Flegrei: un vulcano immerso nella natura
Il collegamento dei Campi Flegrei con Napoli avveniva attraverso la cosiddetta “Crypta Neapolitana”, una galleria scavata nella roccia di tufo in epoca romana, al cui ingresso c’è un colombario di epoca imperiale, identificato come la tomba del poeta Virgilio.  I Campi Flegrei sono una vasta area situata nel Golfo di Pozzuoli, a nord-ovest di Napoli, caratterizzata sempre da una vivace attività vulcanica.

Infatti, i Campi Flegrei sono una caldera in stato di quiescenza limitata, da un lato, dalla collina di Posillipo e da quella dei Camaldoli, dall’altro, dai rilievi settentrionali del cratere di Quarto e dalla collina di Sanseverino, oltre che dalla maestosa acropoli di Cuma e dal Monte di Procida.
In questo circuito si trovano crateri e piccoli edifici vulcanici, alcuni dei quali con manifestazioni gassose effusive, come l’area della Solfatara; o idrotermali, nel caso di zone come Agnano, Pozzuoli e Lucrino; nonché sono causa del fenomeno del bradisismo. Zone di rilevante valore biologico e naturale sono senza dubbio: Capo Miseno, il Parco sommerso di Baia, il Monte Nuovo e il Cratere degli Astroni.

Molto bello da esplorare è il Parco regionale dei Campi Flegrei, luogo ameno dove è possibile ammirare varie specie di animali, per lo più mammiferi (volpe, faina, donnola)e uccelli (gheppio, lodolaio, rigogolo, cormorano, moretta tabaccata, beccaccia, torcicollo, falco pellegrino).
Fantastico il Parco sommerso di Baia, un'area marina protetta localizzata sulle coste della città di Napoli, situato a nord del Golfo di Napoli.
Istituita nel 2002, l'area rappresenta, assieme al Parco sommerso di Gaiola, un esempio unico, in ambito Mediterraneo, di protezione archeologica e naturalistica subacquea.

Da non perdere una visita al Museo archeologico dei Campi Flegrei, ospitato nel Castello Aragonese di Baia, nel comune di Bacoli.
Le sale finora attivate sono molteplici e ospitano collezioni di grande valore: i reperti provenienti dal Rione Terra a Pozzuoli; il Sacello degli Augustali di Miseno; i calchi in gesso rinvenuti alle Terme di Baia (resti di lavorazioni di scultori locali, che vollero imitare alcune opere greche); il Ninfeo di Punta Epitaffio a Baia.