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Masaniello, rivoluzionario napoletano

Rivolta di Masaniello
Da pescivendolo a capopolo della rivolta partenopea
Tommaso Aniello d’Amalfi, conosciuto come Masaniello, trascorse tutta la sua vita Napoli, dove svolse l’umile mestiere di pescivendolo, ma soprattutto viene ricordato per essere stato il protagonista assoluto della rivolta partenopea scoppiata nel 1647.

La casa di Masaniello si trovava a Vico Rotto al Mercato, dunque non proveniva da Amalfi, come lasciava intendere il suo cognome. Per incitare il popolo ad insorgere, Masaniello pronunciò la fatidica frase «Viva 'o Rre 'e Spagna, mora 'o malgoverno», intendendo che la causa della rivolta fosse da attribuire alla pressione fiscale imposta dal governo spagnolo sul popolo napoletano.

Masaniello fu accusato di essere pazzo e dopo poco venne ucciso per volere diretto del viceré, ma anche di una buona parte della plebe. Nonostante la breve durata del suo regno, la ribellione da lui guidata indebolì il secolare dominio spagnolo su Napoli, aprendo la strada per la proclamazione della Real Repubblica Napoletana, avvenuta appena cinque mesi dopo la sua morte.

I pittori napoletani Aniello Falcone, Salvator Rosa, Micco Spadaro e Andrea di Leone, appartenenti alla cosiddetta "Compagnia della Morte", rappresentarono Masaniello e le vicende della rivolta nei loro dipinti, veri capolavori d'arte.
Alcune opere sono sopravvissute e attualmente sono conservate all'interno del Museo di San Martino. In memoria di Masaniello c’è una lapide nella Chiesa del Carmine, una statua nel chiostro ed una piazzetta a suo nome, formata da un palazzone in cemento armato. Interessante l'ipotesi di Ambrogio da Licata, secondo cui i resti di Masaniello siano poco distanti dalla stessa chiesa, precisamente si troverebbero nel porto a circa 10 metri di profondità, sepolti sotto un silos.

Il mito di Masaniello è riuscito ad attraversare l'Europa intera e resterà per sempre sinonimo di libertà ed eguaglianza, oltre che simbolo per eccellenza di ribellione. Voi che ne pensate?