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  • Cristiano De Andrè in concerto al Teatro Augusteo

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  • Metastasio per celebrare Carlo III di Borbone

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  • Fabri Fibra in concerto al Palapartenope

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  • Eduardo De Crescenzo in concerto al Teatro Cilea

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  • Caparezza in concerto al Palapartenope

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  • Visite serali agli appartamenti storici della Reggia di Caserta

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  • Visite serali agli scavi archeologici di Ercolano

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Mostre
  • Dinosauri in carne e ossa in mostra a Napoli

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  • Mostra Pompei e i Greci

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  • Mostra fotografica su Sophia Loren a Sorrento

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  • Mostra Klimt alla Reggia di Caserta

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  • Amori Divini al Museo Archeologico di Napoli

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Giambattista Vico a Napoli

Giambattista Vico statua
Il filosofo partenopeo appassionato di diritto canonico
Giambattista Vico nacque a Napoli nel 1668 e fu un filosofo, storico e giurista italiano. Ammesso agli studi di grammatica presso il Collegio Massimo dei Gesuiti di Napoli, abbandonò la scuola intorno al 1680, per poi ritornarvi ottenendo scarsi risultati.

Frequentò per un pò la Facoltà di Giurisprudenza presso l'Università degli studi di Napoli, ma non ne rimase affascinato, infatti non seguiva mai i corsi; si laureò infine all’Università degli studi di Salerno in diritto civile e canonico, che erano le sue più grandi passioni, oltre alla filosofia.
Dopo aver trascorso alcuni anni al Castello di Vatolla, dove si autoperfezionò e svolse l’attività di precettore, ritornò nella sua amata Napoli.

Lì però fu affetto da tisi e dimorò a lungo nell'umile dimora paterna; per vivere fu costretto a dare lezioni di grammatica e retorica, finché aprì uno studio privato e nel frattempo lavorava su commissione alla stesura di poesie, epigrafi, orazioni funebri, panegirici, ecc. Vico all'epoca era sconosciuto negli ambienti intellettuali, dovendosi accontentare di una cattedra di secondaria importanza all'Università napoletana che non giovava molto alla sua precaria condizione economica; tanto che per pubblicare il suo capolavoro “Scienza Nuova”, dovette tagliare alcune parti in modo che risultasse meno costoso stamparlo.

Nell'ambiente culturale napoletano, molto interessato alle dottrine filosofiche, Vico ebbe modo di entrare in rapporto con il pensiero di Cartesio, Hobbes e Leibniz anche se i suoi autori di riferimento risalivano alle dottrine neoplatoniche, aggiornate dalle concezioni scientifiche di Francesco Bacone e Galileo Galilei. Giambattista Vico, dopo essersi gravemente ammalato, morì nel capoluogo partenopeo circondato dalla sua famiglia e dai suoi colleghi universitari; fu quindi sepolto nella Chiesa dei Gerolamini in Via dei Tribunali.

A Napoli ci sono una piazza ed un Liceo ginnasio statale dedicati al filosofo Giambattista Vico; la scuola, sita nel quartiere Montecalvario-Avvocata, possiede un laboratorio scientifico, un museo, una biblioteca, due palestre al coperto e due campi da gioco. Inoltre, c'è una bellissima statua raffigurante Giambattista Vico all'interno della Villa Comunale.