Concerti
  • Festival della tradizione a Praiano

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  • Musica ai templi di Paestum

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  • Ben Harper in concerto all'Arena Flegrea

    Ben Harper in concerto all'Arena Flegrea

  • Francesco Gabbani in concerto all'Arenile di Bagnoli

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  • Il barbiere di Siviglia all'Arena Flegrea

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Visite guidate
  • Visite serali agli appartamenti storici della Reggia di Caserta

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  • Visite serali ai templi di Paestum

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  • Visite serali agli scavi archeologici di Ercolano

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  • Visite serali agli scavi archeologici di Pompei

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Mostre
  • Dinosauri in carne e ossa in mostra a Napoli

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  • Mostra Pompei e i Greci

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  • Mostra fotografica su Sophia Loren a Sorrento

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  • Mostra Klimt alla Reggia di Caserta

    Mostra Klimt alla Reggia di Caserta

  • Amori Divini al Museo Archeologico di Napoli

    Amori Divini al Museo Archeologico di Napoli

Eleonora Pimentel Fonseca, rivoluzionaria partenopea

Rivoluzione napoletana
Eleonora Pimentel Fonseca: fondatrice de La Repubblica a Napoli
Eleonora de Fonseca Pimentel nacque a Roma nel 1752 ed è stata una patriota, politica e giornalista italiana; inoltre fu una delle figure più rilevanti della breve esperienza della Repubblica Napoletana del 1799.

Si stabilì ben presto a Napoli, dove ricevette un'educazione dotta ed accurata. Pur essendo giacobina Eleonora de Fonseca Pimentel non esitò a scontrarsi con i francesi in occasione di comportamenti ritenuti scorretti, consapevole della responsabilità che gli intellettuali avevano con l'istituzione della Repubblica, di cui divenne una protagonista, cancellando dal suo cognome il “de” nobiliare.

Tuttavia i suoi tentativi di rendere popolare il nuovo regime ebbero scarso successo; l'unico effetto palese fu quello di generare il malanimo nei Borbone, che misero in atto la loro vendetta quando la Repubblica fu rovesciata e la Monarchia subito restaurata. Eleonora fu arrestata e portata su una delle navi ancorate nel golfo di Napoli dove furono radunati i rei di Stato in attesa delle sentenze. Giornalista di grande rigore, tenne a battesimo la "Repubblica" e, quando a Napoli si formò la Repubblica Partenopea, compose l'Inno alla libertà e, per cinque mesi, scrisse accesi articoli in cui sferzava violentemente i borbonici sul giornale rivoluzionario repubblicano il "Monitore Napoletano".

Nel 1778 la Pimentel sposò Pasquale Tria de Solis, tenente del reggimento del Sannio e insieme si stabilirono in un palazzo in Via della Pignasecca.
Oltre ad una grande infelicità coniugale, Eleonora soffrì molto per la perdita del figlio Francesco, di soli 8 mesi. Per il piccolo, prematuramente scomparso, compose lo struggente “Sonetti di Altidora Esperetusa in morte del suo unico figlio”.
Dunque non solo feste e balli, sole e mare, sfogliate e babà, ma soprattutto coraggio, cultura e scienza in una Napoli rinnovata nello spirito e nei valori.
Con la rivoluzione napoletana nacque in Italia la figura di un intellettuale nuovo dedito agli studi letterari e filosofici, nel costante impegno morale e partecipando attivamente all'azione politica sino al sacrificio della propria vita in nome degli ideali prefissati.
A via Benedetto Croce, nel cuore di Napoli, c’è un liceo statale scientifico dedicato ad Eleonora Pimentel Fonseca.